Lo scorso 17 maggio, la maestosa chiesa di San Giuseppe — tempio progettato dal Venerabile Padre Pasquale Uva, inaugurato alla sua morte e completato successivamente — si è vestita a festa per rendere un sentito omaggio al fondatore della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza, in occasione del suo onomastico e del 70° anniversario della sua nascita al cielo.
Il momento centrale della celebrazione è stato un concerto di musica sacra, offerto dall’Orchestra Sinfonica Federiciana, che ha eseguito con grande intensità l’Inno al Padre Fondatore come brano principale. Alla serata hanno partecipato numerose autorità civili e religiose, tra cui il sindaco della città, dott. Angelantonio Angarano, il generale Pasquale Preziosa, presidente della Fondazione “Orchestra Sinfonica Federiciana”, e il maestro Benedetto Grillo, direttore dell'orchestra.
Suor Anna Teresa, in rappresentanza della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza, ha aperto la cerimonia con un toccante saluto:
“Deo Gratias, porgo un caloroso benvenuto a tutti voi, in questa grande chiesa di San Giuseppe, un luogo che non solo è sacro, ma anche profondamente legato alla memoria e all’opera instancabile di Don Pasquale Uva, che ne fu ideatore e costruttore.”
Nel suo saluto, ha evidenziato la profonda devozione di Padre Uva verso la Vergine Maria, che egli invocava come Madre della Divina Provvidenza, affidandole costantemente opere, decisioni e preghiere, anche nei momenti più difficili:
“Don Uva ha saputo trasformare la sofferenza in speranza, l’emarginazione in accoglienza, la fede in azione”, ha affermato con fermezza.
Ha inoltre ricordato che quest’anno ricorre il 70° anniversario della sua morte, un’occasione non solo di commemorazione, ma anche di riflessione sull’eredità spirituale e umana che ha lasciato:
“La sua opera, ancora viva tra noi, testimonia come il Vangelo possa incarnarsi nella vita quotidiana.”
Infine, ringraziando il pubblico per la sentita partecipazione, ha sottolineato come la presenza numerosa sia un segno concreto che la testimonianza di Padre Uva continua a illuminare le vite di molti. Ha quindi invitato tutti a vivere il concerto come un’esperienza di comunione spirituale:
“Che le note di questo concerto ci portino in un viaggio dell’anima, risvegliando in ciascuno il desiderio del bene, del servizio e dell’amore verso il prossimo.”
La serata si è conclusa con un caloroso applauso e un clima di raccoglimento, riaffermando che l’eredità di Padre Uva rappresenta ancora oggi una fonte d’ispirazione per molti.