Bisceglie, Puglia – Marzo 2026 – Lo scorso 27 febbraio, nella sala conferenze di Universo Salute - Opera Don Uva, sede di Bisceglie, si è svolto il ciclo di formazione per i nuovi membri dell’Associazione dei Volontari Ospedalieri Don Uva. Con il titolo “L’arte di umanizzare la sofferenza”, più di 30 nuovi volontari hanno approfondito come trasformare il dolore, soprattutto quello degli anziani e dei malati, in un cammino di redenzione e di vicinanza a Dio.
Tra i relatori principali è intervenuta Suor Carmen Patat, vice postulatrice della Causa di Canonizzazione del Venerabile Padre Uva, che ha presentato un video sulla vita e sulle opere del Venerabile Don Pasquale Uva. Ha approfondito i suoi valori umani e sacerdotali, partendo dal testo evangelico che diede origine alla sua missione e che guidò tutta la sua vita:
“…perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete accolto; nudo e mi avete vestito; malato e mi avete visitato; carcerato e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,35-36).

Tra gli insegnamenti lasciati da Padre Uva, la religiosa ha ricordato: la forza delle piccole cose, la fede che diventa azione, la missione condivisa e la necessità di umanizzare l’assistenza ai malati. Durante il suo intervento ha inoltre fatto riferimento ai doni che il Venerabile Padre Uva ha lasciato a quanti continuano la sua opera: una spiritualità contemplativa e cristocentrica, la chiamata a riconoscere in ogni persona una dignità abitata da Dio, la fiducia radicale nella Divina Provvidenza e una carità che abbraccia tutta la persona e spinge alla comunione.
“Il suo carisma insegna ai volontari di oggi a umanizzare la sofferenza con fiducia nella Provvidenza, trasformando ogni gesto di servizio in una preghiera viva”, ha concluso la religiosa.
Ispirato alla figura di Don Pasquale Uva (1875–1937), la cui causa di beatificazione è in corso, l’incontro ha messo in luce il valore del suo esempio. Il suo motto: “Charitas Christi urget nos” guida i volontari in gesti semplici che restituiscono dignità, come l’ascolto empatico e la preghiera condivisa, animati dall’amore di Cristo e per Cristo.
Questo momento di formazione rinnova la missione di Don Uva: un appello universale, particolarmente significativo nei tempi di fragilità, per tutti coloro che servono con amore misericordioso.